Guerra Sottomarina durante la I Guerra Mondiale

Il sottomarino è stato inventato alla fine del XIX secolo. Ma le preoccupazioni di Tirpitz riguardo alla sua efficacia lo portarono ad aspettare la realizzazione di motori diesel più affidabili e della girobussola prima di impegnarsi nella produzione di massa di sommergibili U-Boot a lungo raggio. Quando nel 1904 Tirpitz reclutò alcuni ingegneri per lavorare ai sommergibili U-Boot (Unterseeboots), Krupp individuò presto la prospettiva di un monopolio della costruzione nazionale e il suo Germaniawerft costruì 101 sommergibili entro la fine della prima guerra mondiale. Eppure al momento dell’imprevisto scoppio della guerra, la Marina tedesca contava meno sottomarini, anche se tecnicamente superiori rispetto ai suoi concorrenti[1].

Nel 1909 il sommergibile era stato riconosciuto come l’avversario più potente per le corazzate veloci, ma c’erano polemiche circa il suo uso strategico. Inizialmente il sommergibile U-Boot era stato concepito come arma da impiegare contro le corazzate. Tirpitz capì presto che sarebbe potuto essere utilizzato anche per la guerra economica. Egli intuì giustamente il progetto della Gran Bretagna di attuare un “blocco della fame” nei confronti della Germania impiegando i sottomarini contro le navi mercantili straniere. Mentre il Kaiser e il Cancelliere tedesco si preoccupavano per le implicazioni internazionali derivanti dall’impiego dei sottomarini per attaccare le navi mercantili, Tirpitz era convinto che il loro spiegamento, sebbene un problema, fosse inevitabile.

Il diritto internazionale era stato redatto per le navi da guerra di superficie nemiche prima dell’invenzione del sottomarino. Mentre le navi da guerra avrebbero dovuto seguire la regola della “visita e ricerca,”[2] la guerra sottomarina indiscriminata implicava l’affondamento senza preavviso delle navi mercantili che navigavano in una determinata zona di blocco, che fossero belligeranti o neutrali, armate o disarmate. Questo era illegale e rappresentava una violazione del principio del diritto dei neutrali alla libertà dei mari. Si temeva che l’affondamento di navi neutrali, in particolare quelle americane dirette in Gran Bretagna, avrebbe provocato reazioni ostili e persino una dichiarazione di guerra. Anche se capirono le argomentazioni tedesche secondo cui il blocco navale britannico violava gli accordi navali, gli americani non spinsero Londra a rispettare il diritto internazionale, rifiutandosi di accettare una guerra sottomarina indiscriminata quale legittima contromisura tedesca.

Queste erano le stesse ragioni per cui il Kaiser e il Cancelliere avevano adottato una politica di reciprocità in merito all’utilizzo dei sottomarini. Ma questo evidenziò la mancanza di una strategia navale tedesca. Solo Tirpitz ne aveva una. Inghilterra e Germania avevano lo stesso scopo: evitare che il cibo raggiungesse il versante opposto con ragionevole rispetto per i paesi neutrali e la vita umana. Se, per conseguire quest’ obiettivo l’Inghilterra non avesse rispettato il diritto internazionale mediante un embargo alimentare, la Germania avrebbe fatto lo stesso con una guerra sottomarina indiscriminata.

Quando all’inizio dell’inverno 1914/15 l’utilizzo dei sottomarini U-Boot nella guerra commerciale fu discusso per la prima volta, Tirpitz sostenne la guerra sottomarina indiscriminata sospettando giustamente che gli americani non fossero preparati a intervenire. Consapevole della mancanza tedesca di sottomarini all’inizio della guerra, Tirpitz affermò che era impossibile bloccare tutti i porti inglesi e consigliò di concentrare l’attività sottomarina alla foce del fiume Tamigi. In un primo momento il Kaiser rifiutò e il governo tedesco non fece nulla. Tirpitz chiese pertanto al Kaiser il permesso di presentare le sue dimissioni, che gli fu rifiutato. Tuttavia, quando alla fine del 1914 l’Inghilterra dichiarò zona di guerra tutto il Mare del Nord e il Mare di Norvegia, il governo tedesco diede effettivo inizio alla guerra sottomarina indiscriminata ma, invece di concentrarsi sulla foce del Tamigi, annunciò di considerare zona di guerra “tutte le acque intorno a Gran Bretagna e Irlanda tra cui l’intero canale inglese”, e che “dal 18 febbraio 1915 tutte le navi mercantili nemiche presenti in quella zona saranno distrutte”. Questo fu un grave errore dovuto alla mancanza di sommergibili tedeschi.

Il 20 gennaio 1916, considerando che un intervento degli americani era diventato inevitabile, Tirpitz inviò al Kaiser un promemoria in cui consigliava il ritorno ad una guerra tra sommergibili illimitata contro tutte le navi battenti bandiera nemica. Calcolò che l’Inghilterra aveva perso sette milioni di tonnellate di navi mercantili e che le erano rimaste meno di 12 milioni di tonnellate, il che rendeva il sommergibile U-Boot un’arma di guerra fondamentale per dare alla Gran Bretagna lo smacco decisivo prima che gli americani potessero venire a salvarla. Ma il suo consiglio fu nuovamente ignorato e fu ascoltato solo nel gennaio 1917.

Il popolo tedesco stava subendo sempre più perdite a causa della scarsità di cibo. Queste avrebbero ammontato a oltre tre quarti di milione di persone tra il 1914 e il 1919, quando il “blocco della fame” inglese fu revocato. Mentre la battaglia dello Jutland non si era dimostrata in grado di eliminare l’embargo commerciale britannico, nel gennaio 1917 il Kaiser e il suo Cancelliere rilanciarono una politica di guerra sottomarina indiscriminata contro tutte le navi in una “zona di guerra” intorno Gran Bretagna. Questo sembrò un ultimo tentativo di far morire di fame la Gran Bretagna e vincere la guerra. Anche se la logica a sostegno di una simile mossa non era cambiata, il Kaiser sentì di non avere altra scelta.

Tirpitz rimase convinto fino alla fine della sua vita che a causare la sconfitta della Germania fu il ritardo dell’azione di guerra sottomarina; a suo avviso si sarebbe potuto evitare Versailles avviando una guerra sottomarina indiscriminata mirata all’inizio dell’estate del 1915, prima che fossero disponibili altri trenta sottomarini U-Boot tedeschi e sempre se ben eseguita, e persino avviando una guerra sottomarina indiscriminata nel gennaio del 1916 con tutti i sottomarini ormai disponibili.

Nell’aprile del 1917, un sottomarino tedesco affondò la nave passeggeri Lusitania, un incrociatore ausiliario della Royal Navy carico di armi di contrabbando. Circa 1.200 passeggeri annegarono, tra cui un centinaio di americani. Nonostante i funzionari tedeschi avessero messo in guardia gli americani di non salire a bordo della nave, c’era sdegno attraverso l’Atlantico. Dopo di ciò, Guglielmo fece marcia indietro ordinando a tutti i sottomarini tedeschi di risparmiare le navi neutrali e introdusse limitazioni ancora più severe dopo l’affondamento di un’altra nave straniera. Questo compromise l’efficacia della nuova arma. Poco dopo Tirpitz presentò ancora una volta le sue dimissioni. Guglielmo le accettò il 15 marzo 1916 e quindi ordinò di non affondare più alcuna nave (senza preavviso) sospendendo così del tutto le operazioni dei sottomarini tedeschi.

Nonostante gli stravolgimenti e le incoerenze della politica tedesca, inizialmente per la marina le cose andarono bene. Da marzo a maggio 1915 affondò 115 navi inglesi da più di 600.000 tonnellate e perse solo cinque sommergibili U-Boot, nonostante potesse contare esclusivamente su trentasette sottomarini di tutte le tipologie di cui una ventina di navi a lungo raggio, con una media di non più di sei navi in mare ogni giorno. Mentre il tonnellaggio distrutto corrispondeva alle prime proiezioni tedesche, i dati diminuirono quando la Royal Navy organizzò il traffico mercantile in convogli, che iniziavano a essere scortati da navi della marina americana.

Alla notizia delle sue dimissioni il 19 marzo 1916, Tirpitz ricevette numerosi attestati di stima e solo la censura riuscì a far tacere la stampa nazionale. Le dimissioni di Tirpitz hanno rappresentato una pietra miliare nella disaffezione alla destra tedesca, vecchia e nuova, da parte del Kaiser e – anche se meno palesemente – del sistema monarchico.

Corrado Pirzio Biroli

 


[1] Si veda: RS, op. cit., p. 26. All’inizio della guerra, i tedeschi avevano solo 28 sottomarini U-Boot pronti e gli inglesi 54, il doppio. Ma tra le navi inglesi, 37 potevano essere impiegate esclusivamente per “difesa locale” o per azioni nel Canale della Manica (dove non c’erano navi tedesche!). L’ammiraglio Galster, che nel 1907 aveva criticato Tirpitz per aver trascurato le armi sottomarine, dopo la prima guerra mondiale riconobbe che questo gli aveva risparmiato le difficoltà incontrate da altri (citato da FUW, op. cit., p. 335).
[2] “Le regole della guerra commerciale prevedevano che la nave da guerra bloccasse la nave commerciale, cercasse la controbanda e affondasse la nave solo dopo aver messo in salvo l’equipaggio. I sottomarini non potevano attenersi a queste regole (in quanto potevano essere distrutti dalle armi da fuoco una volta venuti a galla e non erano in grado di accogliere l’equipaggio della nave). Il sommergibile risultava più efficace se poteva attaccare a sorpresa, ma in quel caso il suo comandante non poteva sempre riconoscere tipologia e nazionalità della nave colpita” (RS, p. 25).