La Prima Guerra Mondiale: una valutazione

La Prima guerra mondiale fu essenzialmente europea contrapponendo la Francia e l’Inghilterra, alleate con l’Italia e la Russia, alla Germania e all’Austria, alleate con la Turchia e la Bulgaria. Fu diversa dalle guerre precedenti, caratterizzate da lunghe marce e poche battaglie sanguinose. Fu una guerra senza fronti in cui i generali non avevano la visuale del campo di battaglia, con combattimenti terrificanti nelle trincee contro un nemico invisibile e portato avanti giorno dopo giorno; fu la guerra più industrializzata, violenta e letale mai combattuta fino allora, che coinvolse le masse tramite un reclutamento generale (analogamente a quanto accadde per la Guerra civile americana)[1]. Il bilancio di morte di questo enorme errore di calcolo fu di circa 8,4 milioni di soldati[2] e circa 10 milioni di civili. Se si considerano anche le persone ferite, disperse, invalide o impoverite, la stima delle vittime sale a 33-40 milioni.

La storia della crisi di luglio deve essere raccontata all’infinito. L’avvenimento più straordinario fu che, in quel momento, i protagonisti dubitarono del fatto che stessero dando inizio a una grande guerra e, allo suo scoppiare nel mese di agosto, esisteva la convinzione diffusa che la guerra che nessuno desiderava si sarebbe finita entro Natale.

Dopo l’assassinio dell’Arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo il 28 giugno 1914, l’Austria lanciò un ultimatum a Belgrado, accusando il governo serbo di aver organizzato l’omicidio. In realtà, l’Austria utilizzò l’omicidio come pretesto per sottomettere la Serbia ed espellere la Russia dai Balcani.

Quando il Kaiser Guglielmo diede il suo appoggio, Tirpitz lo implorò di ritirare la propria dichiarazione di guerra, ricordandogli che la sua flotta, progettata per fungere da deterrente, era attrezzata per difendere la Germania da un attacco della Gran Bretagna, ma non era una flotta d’attacco in grado di vincere una guerra d’aggressione. Guglielmo, secondo quanto si riferito, gli rispose: “Il Kaiser non può rimangiarsi la propria parola”.

Dopo l’inizio della guerra, Tirpitz capì che il Kaiser si trovava sull’orlo della malattia mentale e, per proteggere la monarchia, cercò di ridurne l’influenza chiedendo al suo medico, Gustav von Niedner, di dichiarare l’imperatore momentaneamente incapace di governare, nella speranza che quest’ultimo delegasse temporaneamente i propri poteri a Hindenburg. Tuttavia, il suo piano fallì. Nel dicembre del 1916 la Germania si offrì di discutere la pace, ma non trovò nessuno disposto ad accogliere la propria proposta. Nello stesso mese, il presidente statunitense Wilson invitò i governi delle nazioni in guerra a negoziare una “pace senza vincitori”. Tutte le parti rifiutarono l’offerta per ragioni politiche e psicologiche. Erano tutti alla ricerca di vittorie che vendicassero la loro entrata in guerra e li ripagassero dei costi e delle perdite. I moderati di ogni paese furono messi da parte lasciando al potere i sostenitori del “colpo di grazia” come Ludendorff, Lloyd George e Clemenceau. In seguito, Guglielmo diede la propria approvazione alla ripresa della guerra sottomarina indiscriminata, causando l’entrata in guerra dell’America il 6 aprile 1917.

Ciò nonostante, la Germania combatté bene e a lungo. Sembrava ancora in grado di vincere la guerra europea sul continente, a patto che questa non si protraesse troppo e che non vi fossero interventi esterni. Una superba e concisa descrizione della fase finale della guerra è offerta da Chickering:[3] “A partire dalla prima metà del 1917, la Germania sembrava a un passo dalla vittoria, con la Russia al collasso, la Francia indebolita e la Gran Bretagna alle prese con il “contrassedio” degli U-Boots. Nonostante la retorica del “combattimento a oltranza”, gli statisti di Londra e Parigi stavano per prendere in considerazione con ansia la possibilità di un compromesso di pace”…per la Gran Bretagna, la spesa per la difesa era diventata insostenibile, arrivando rapidamente “all’80% della spesa totale del governo e al 52% del PIL (1918). Nonostante la miseria crescente sul fronte interno, la radicalizzazione del movimento dei lavoratori e la polarizzazione dell’opinione pubblica fino all’orlo di una crisi costituzionale, la prospettiva di una vittoria tedesca appariva più probabile all’inizio del 1918 rispetto a qualsiasi altro momento dall’estate del 1914 le perdite impressionanti negli eserciti dell’Intesa durante la primavera e l’estate del 1917 rischiarono di porre fine al conflitto prima che l’esercito statunitense potesse arrivare in Europa. L’esercito tedesco vinse la guerra sul fronte orientale nel 1917 con la prospettiva di imporsi anche sul fronte meridionale e occidentale nel 1918. I fronti belligeranti rimasero in contatto pressoché costante per tutta la durata della guerra. La guerra sottomarina indiscriminata e la Rivoluzione russa convinsero i tedeschi di avere le maggiori prospettive di vittoria militare a breve termine. L’entrata in guerra degli Stati Uniti nel mese di aprile persuase gli alleati delle maggiori possibilità di una vittoria militare a lungo termine”. Sebbene la rilevanza militare del loro intervento fu minima fino alla metà del 1918, il grande potenziale economico dell’America consentì ai suoi alleati di allontanare il rischio di una possibile sconfitta e conseguire la vittoria.

Nel 1918 i tedeschi avevano, di fatto, vinto la guerra europea per poi vedersi sottrarre la vittoria dall’America prima della fine dell’anno. L’esercito russo non esisteva più e nel novembre del 1917 i bolscevichi salirono al potere. Con l’accordo di Brest-Litovsk del 3 marzo 1918 con la Germania, la Russia perse le province baltiche e l’Ucraina sancendo il dominio tedesco nell’Europa orientale.
 

Le cose sarebbero potute andare diversamente:
  1. 1. Se l’America non avesse aiutato l’Inghilterra con viveri e rifornimenti e non fosse intervenuta contro la Germania, quest’ultima sarebbe uscita vincitrice dalla guerra e dalla pace dominando il continente.
  2. 2. Se Francesco Giuseppe non avesse dato il suo appoggio al bluff diplomatico dell’ultimatum di Berchtold alla Serbia e avesse sospettato che quest’ultima non lo avrebbe accettato.
  3. 3. Se Grey, il Segretario britannico, fosse stato franco sin dall’inizio con il Cancelliere Bethmann, sottolineando l’esistenza di chiari limiti oltre i quali vi sarebbe stato un intervento dell’Inghilterra nella guerra continentale europea.
  4. 4. Se Kokovtsov avesse ancora ricoperto la carica di primo ministro russo e se il 29 luglio 1914 il capo dell’esercito avesse accolto l’ordine dello Zar di fermare la mobilitazione generale della Russia.
  5. 5. Se il 27 e 28 luglio i francesi non avessero fatto pressioni per la mobilitazione generale.
  6. 6. Se gli inglesi avessero garantito a Guglielmo la neutralità nel caso in cui i tedeschi non avessero attaccato la Francia.
  7. 7. Se l’Inghilterra avesse accettato la proposta avanzata da Tirpitz nel 1910 di un accordo navale sulla base di un rapporto di forza 2:3 che non avrebbe indebolito la sicurezza di entrambe le parti.
  8. 8. Se il Kaiser Guglielmo II non avesse inizialmente creduto che la guerra si sarebbe potuta limitare ai Balcani.
  9. 9. Se Moltke non avesse autonomamente esortato gli austriaci a mobilitarsi contro la Russia promettendo il sostegno incondizionato dell’esercito tedesco.
  10. 10. Se Bethmann e Jagow il 29 luglio avessero seguito fedelmente le istruzioni di Guglielmo e avessero utilizzato tutta l’influenza della Germania sui suoi alleati austriaci contro la guerra.
  11. 11. Se non vi fosse stata alcuna possibilità di un intervento americano (le potenze dell’Intesa avrebbero probabilmente cercato un accordo di pace).
  12. 12. Se la Germania non avesse condotto una guerra sottomarina indiscriminata e non avesse proposto un’alleanza segreta al Messico (Wilson e il Congresso degli Stati Uniti probabilmente non sarebbero entrati in guerra).
  13. 13. Se la Germania invece di fare ripetute offerte alla Gran Bretagna (e di rifiutarne alcune) avesse fatto tutto il possibile per raggiungere un’intesa con la Russia e il Giappone (la linea finale di Tirpitz).
  14. 14. Se la Germania non avesse rifiutato l’offerta di Grey per l’organizzazione di un vertice europeo.
  15. 15. Se il piano di Wilson per una pace senza vincitori fosse stato accettato. Avrebbe infatti significato l’assenza di vittorie, risarcimenti, colpe, nessuna ascesa di Hitler e, probabilmente, nessuna Seconda guerra mondiale.
  16. 16. Se l’Inghilterra si fosse impegnata non solo a difendere la Francia in caso di attacco da parte della Germania, ma anche a sostenere quest’ultima contro la Francia e a difenderla, se attaccata dalla Russia, dalla Francia o da entrambe. (Proposta di Bernard Shaw del 1912).

 

Conseguenze della Prima guerra mondiale

George Kennan ha definito la Prima guerra mondiale “la grande determinante catastrofe del secolo”. Essa ha distrutto l’ordine europeo, scatenando una tempesta politica che ha richiesto l’avvento di una seconda guerra mondiale per essere placata. Il Trattato di Versailles del 28 aprile 1919 rappresentò un fallimento della pace, se non della stessa giustizia. Creò la Società delle Nazioni (mai ratificata dagli USA e dalla Russia). L’intenzione era di creare le basi per una pace duratura in Europa ma non riuscì a stabilire un nuovo equilibrio di potere. Frammentò l’Impero asburgico in Stati distinti (l’enorme errore di Clemenceau). Prima di tutto, cercò di distruggere la più importante economia europea, sanzionando la Germania con restrizioni di guerra proibitive e decretando l’espropriazione di tutti i possedimenti tedeschi al di fuori del proprio territorio (compresa la casa di vacanza di Tirpitz in Sardegna), la cancellazione di tutti i brevetti e marchi tedeschi e la requisizione di tutte le navi mercantili e da guerra. Inoltre, chiese la consegna di circa 900 personaggi di spicco, militari e non, compreso Tirpitz, che rappresentavano la classe dirigente e gli intellettuali tedeschi, il cui allontanamento dalla Germania in evoluzione l’avrebbe condannata alla decadenza. Alla povertà e alla fame che i tedeschi avevano sofferto a causa dell’embargo da parte del Regno Unito, Versailles aggiunse un crescente scetticismo verso il sistema capitalista e uno spirito revanscista sollevato dall’ingiusto trattamento della Germania, considerata come unico colpevole della Prima guerra mondiale. Ciò scatenò la Seconda guerra mondiale portando alla conseguente distruzione dell’Europa e alla sua perdita di influenza sul piano internazionale, rendendola minuscola al cospetto delle due superpotenze mondiali: gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica. La Gran Bretagna e la Francia s’impadronirono delle colonie tedesche, per poi perdere a loro volta anche le proprie.[4] Gli arabi sentirono che i propri sentimenti nazionali erano stati ingannati e la creazione di uno Stato ebraico all’interno dei loro territori generò un risentimento che rimane la spina nel fianco dei rapporti del mondo arabo con l’occidente.

Corrado Pirzio Biroli


[1] Si veda: Jean-Claude Barreau & Guillaume Bigot, Toute l’Histoire du Monde, pp. 313-314
[2] 1,7 milioni di soldati tedeschi e russi, 1,4 milioni di francesi e 1 milione di soldati britannici e dell’Impero.
[3] Roger Chickering, Imperial Germany and the Great War, 1914-1918 (2008), pp. 166-175
[4] La Francia s’impadronì del Camerun, la Gran Bretagna della Repubblica di Tanganika ed entrambe si divisero le spoglie dell’Impero ottomano: l’Iraq spettò alla Gran Bretagna, la Siria e il Libano alla Francia.