Guglielmo II (1859-1941), Ultimo Kaiser Tedesco, e la Germania Imperiale

Prima del 1871 non esisteva né una nazione, né Stato moderno e unitario tedesco. Il Reichstag fu eletto a suffragio universale. Secondo Steinberg, il Reichstag era uno tra i parlamenti più rappresentativi di quegli anni, certamente il più rappresentativo dell’intera popolazione rispetto al parlamento dell’Inghilterra (dove le classi più povere non avevano il diritto di voto) e degli Stati Uniti (dove, a causa della discriminazione razziale, gli afroamericani e gli indiani non avevano il diritto al voto). Tuttavia, la composizione del Reichstag faceva sì che non vi fosse né un governo, né una maggioranza “nazionale”. Il Kaiser, che firmava come “Imperatore, Re e Sovrano” (IR), non aveva una carica ereditaria e i suoi poteri, non definiti dalla costituzione, erano esclusivamente nominali. In quanto sovrano di Prussia, con tutti i suoi privilegi, egli era nominato imperatore tedesco, ma “non esisteva una corona, né una lista civile e la sovranità veniva conferita dal Bundesrat”.

L’Esercito era subordinato ai principi tradizionali, i suoi ufficiali erano gli Junkers conservatori, per lo più ricchi proprietari terrieri. La Marina dipendeva dalle decisioni del Kaiser, previo consenso del Reichstag. Come capo dell’Esercito, il presidente degli Stati Uniti aveva maggiori diritti rispetto al Kaiser. Poiché i singoli sovrani mantenevano alcuni poteri sulle proprie truppe, “non esistevano, né Esercito tedesco, né giuramento di fedeltà nazionale, né inno nazionale ufficiale”. In confronto, dal momento che non esisteva prima del 1871, la Marina divenne l’unica vera istituzione nazionale in un paese fragile in cui persino i servizi postali, doganali e ferroviari non erano statalizzati. La caratteristica davvero rilevante della struttura dell’Impero tedesco era il fatto che funzionasse e che il Kaiser fosse riuscito a trovare ministri e cancellieri che riuscirono ad ottenere buoni risultati. Solo allo scoppiare della guerra, la struttura lentamente crollò e il Kaiser si ritrovò tagliato fuori. ‘Lo Stato maggiore non mi tiene al corrente di nulla, né mi chiede niente…bevo the, taglio la legna e passeggio .

Per metà britannico e appassionato di navi, Guglielmo II da ragazzo faceva veleggiare nel lago di Potsdam un modello di fregata britannica e ne conservò uno in una vasca da bagno della residenza di Romintern, che riempiva d’acqua per farvi galleggiare l’intera flotta imperiale. Sebbene amasse intessere relazioni, far passare l’illusione che fosse l’unico responsabile della politica estera tedesca ed esercitare il potere tedesco sulla scena mondiale, la Marina era l’unica istituzione e strumento politico su cui aveva il pieno controllo e sviluppò una passione per essa. In seguito alla sua nomina, nell’agosto del 1889, come Ammiraglio della Royal Navy inglese, nomina che lo rese molto orgoglioso, Guglielmo rivendicò il diritto di interferire nelle questioni di quella Marina, di ispezionarne la flotta e di richiedere la sua modernizzazione per potenziare la politica marittima. Mise persino in guardia l’Inghilterra circa il pericolo di perdere la sua supremazia navale e progettò le future navi per l’Inghilterra e la Germania. La sua scrivania personale, un dono della Marina inglese, portava l’iscrizione di Nelson, il suo modello, “l’Inghilterra si aspetta che ogni uomo compia il proprio dovere”. Egli sperava in un’alleanza con quest’ultima ma il suo atteggiamento nei suoi confronti era un caleidoscopio di amore, odio, invidia, ammirazione e desiderio di essere accettato come pari.

Fu probabilmente il primo sovrano a capire l’importanza dell’opinione pubblica per la sua posizione di comando. Aveva un desiderio patologico di approvazione e una spiccata sensibilità verso i commenti della stampa alla cui lettura dedicava molto tempo. Considerava la sua famiglia, quella degli Hohenzollerns, e la sua funzione, il simbolo dell’unità nazionale, credeva nell’origine divina dei poteri dei re, radicati nell’unione prussiana tra Stato e Chiesa, e nella responsabilità al cospetto di Dio ancor prima che di fronte al Reichstag e al suo popolo. Oratore eccezionalmente dotato, Guglielmo tendeva a utilizzare iperboli verbali che superavano le sue azioni.

Guglielmo II fu conosciuto come un uomo intelligente ma di scarsa capacità di giudizio, capace d’impeti indelicati e di sprazzi di entusiasmo di breve durata, una figura incline al panico e alla paura che agiva spesso d’impulso per un senso di debolezza e minaccia. “La tragedia dell’Impero tedesco fu il fatto che il Kaiser fosse circondato e si circondasse da molte persone che erano semplici cortigiani e molti di essi furono cattivi consiglieri. ‘Per portare avanti la propria idea, bisognava far sembrare che fosse sua’, scriveva Eulenburg a Bülow. E questo fu proprio ciò che Tirpitz non fece quando dissuase Guglielmo II dall’utilizzo della flotta inseguitrice e portò avanti la sua idea sulla flotta da battaglia” .

“Il Kaiser riconosceva chiaramente il fatto che Tirpitz fosse insostituibile per la costruzione della flotta…ma, il suo essere indispensabile faceva si che il Kaiser ne fosse dipendente. Tutto questo era difficile da sopportare per una persona dal carattere insicuro…preoccupato del fatto che gli altri potessero considerare Tirpitz, e non lui stesso, il creatore della flotta” .

Corrado