L’Artista e le opere

Štěpán Zavřel nasce nel 1932 in una famiglia di sarti, originari della zona al confine tra la Boemia e la Moravia. Trasferitisi a Praga, i due genitori aprono un laboratorio di sartoria e crescono i tre figli Marie, Štěpán e Ludmila. Štěpán cresce a Praga in un periodo storico in cui da adolescente vive le paure e gli orrori della guerra. Trasferito da un liceo all’altro, per motivi legati ai cambiamenti politici e alle conseguenti chiusure dei licei, consegue la maturità nel 1952.

Già dal 1945 con le prime restrizioni in campo economico e politico e poi, dopo il febbraio del 1948, con la presa del potere di un regime totalitario, creano una situazione particolarmente difficile per la sua famiglia.

Il loro credo cattolico in un paese comunista è considerato un’aggravante al ceto sociale borghese cui appartengono e il padre in quanto proprietario di una sartoria è considerato ‘piccolo imprenditore’.

La provenienza da una famiglia di origine ‘non proletaria’ gli impedisce la regolare ammissione  all’Università e agli istituti con indirizzo artistico. Frequenta comunque le lezioni all’Accademia delle Belle Arti all’Università Carolina ed alla scuola delle Arti e dei Mestieri.

L’atteggiamento politico è paradossalmente diverso nei confronti del settore del cinema d’animazione, che promuove una politica di contenuti e forme di tipo nazionalista, traendo ispirazione da racconti e fiabe popolari, dall’iconografia contadina e da musiche folkloriche; promuove film destinati all’educazione dei ragazzi e alla costruzione della figura ideale ‘dell’uomo nuovo comunista’.Dal 1945 al 1948 si assiste a una fitta serie di iniziative legislative e culturali come la creazione della FAMU (Facoltà di Cinema e Televisione dell’Accademia delle Arti) e l’affermarsi del celebre Studio d’animazione di Jiři Trnka.

Dal 1952, dopo la maturità, comincia a lavorare come disegnatore di cartoni animati nello Studio d’animazione ‘Bratři v triku’ di Praga, diretto da Jiři Trnka, il più grande marionettista cèco, suo primo grande riferimento. Qui rimane fino al giugno 1959, collaborando al primo lungometraggio d’animazione del cinema cecoslovacco, ‘La creazione del mondo’, di Edouard Hofman, uno dei più importanti registi cecoslovacchi di cartoni animati. Successivamente collabora ad altri cortometraggi a fianco di importanti registi come Břetislav Pojar e Jiři Brdečka, continuando a seguire dal 1956 al 1958 i corsi di regia alla FAMU, dove si interessa ai film d’animazione.

Ma la condizione di claustrofobica chiusura e di assurdo isolamento in cui é costretto a vivere, accresce in lui una forte necessità di confronto artistico, culturale, sociale. Decide di porre fine a questa situazione in un disperato tentativo di fuga, nell’estate del 1959.

Nell’estate del 1959 arriva in Italia e sperimenta la triste realtà dei campi profughi. In seguito trova rifugio e risiede presso il seminario del Pontificio Collegio Nepomuceno, alternando l’ospitalità a quella della famiglia di Corrado Pirzio Biroli e di Hélène de Franchis, sua compagna di corso all’Accademia di Belle Arti, cui si iscrive verso la fine del 1959.

All’Accademia ha come insegnanti di pittura Amerigo Bartoli e Luigi Montanarini, per l’incisione Mino Maccari; si diploma il 26 giugno 1962 con una tesi sullo sviluppo dell’architettura del rinascimento in Boemia e il rapporto di questa con l’architettura rinascimentale italiana, ottenendo il massimo dei voti.

Dal 1960 comincia ad esporre a Salerno, Oslo e Stoccarda. Nel 1961 espone alla Galleria Stagni di Roma, dove torna con un’altra personale nel 1962, espone il ciclo Dies Irae, xilografie in bianco e nero cupo e drammatico ricordo della brutalità della guerra, degli orrori dei campi profughi e della vita dei rifugiati. Zavřel nel suo portfolio collezionerà numerose mostre personali di grafica, pittura e illlustrazione, esponendo in diversi parti del mondo e in prestigiose gallerie d’arte, prestando le immagini delle sue illustrazioni per manifesti e locandine di importanti rassegne grafiche.

Ma il cinema d’animazione rimane un punto di riferimento costante per l’artista, che una volta fuggito dal suo Paese, comincia a spostarsi da uno Studio d’animazione all’altro, viaggiando per il mondo e lavorando contemporaneamente tra animazione, illustrazione e grafica pubblicitaria.

Dal 1962 comincia a lavorare nello Studio di Giulio Gianini ed Emanuele Luzzati assieme alla collega Hélène De Franchis, dove lavora come disegnatore alla produzione di filmati per lo più destinati all’infanzia. Nel 1964 collabora al film animato La gazza ladra di Gianini e Luzzati, ritmato sulle musiche di Rossini, che riceve un prestigioso riconoscimento al Festival del cinema d’animazione d’Annecy nel 1964 e una nomination all’Oscar.

Luzzati con la sua lezione grafica rappresenta un importante punto di riferimento per Zavřel, che riconosce in lui un grande maestro oltre a Trnka. Interessante a questo proposito la lettera originale dello stesso Luzzati, che ricorda il loro primo incontro.

Dal 1966 Sulla scia del fascino esercitato su di lui da Luzzati, grande scenografo oltre che disegnatore, Zavřel decide di spostarsi contemporaneamente a Monaco, dove frequenta alla Kunstakademie, almeno per due anni fino al 1966, il corso di scenografia e costume teatrale, trovando il tempo di dedicarsi, anche qui, al cinema d’animazione pubblicitario.

Tra il 1961 e il 1966 lavora parallelamente come grafico per lo Studio Rolf Seifert di Monaco,  torna spesso a Roma dove continua a lavorare per lo Studio Gianini-Luzzati realizzando filmati, affiches pubblicitarie, manifesti e volantini per campagne politiche, esposte al Museo di Brazzà.

E’ in questo periodo infatti che l’artista, affascinato dall’elegante lezione luzzatiana, comincia a valutare l’idea di rendere l’illustrazione un’arte autonoma, cominciando a pensare alla possibilità di illustrare libri per l’infanzia. Non a caso una sezione particolare del Museo é dedicata al primo dei suoi libri per l’infanzia: Il Pesce Magico, scritto da Mafra Gagliardi, manifesto programmatico della poetica illustrativa di Zavřel. Con Il Pesce Magico si vuole creare un modo, costruttivo ma semplice, per poter avvicinare il mondo dell’arte a quello dell’infanzia, nella consapevolezza dell’importanza rivestita dal libro illustrato come ‹‹prima galleria d’arte che un bambino può visitare›› (K. Pacovská).

Il Pesce Magico, ideato nel 1964 e pubblicato nel 1966 é seguito da molti altri libri illustrati tra gli anni Sessanta e gli anni Novanta, editati in Paesi e lingue diverse.

I libri illustrati da Zavřel ricevono premi e segnalazioni prestigiose per i temi trattati e le soluzioni grafiche di volta in volta utilizzate (acquerelli, acrilici, stencil, xilografia, collage, pastelli a cera, china) sempre legate al messaggio che il racconto esprime, con preziosi riferimenti cromatici e stilistici al mondo dell’arte. Nel Museo Artistico Štěpán Zavřel di Brazzà infatti l’osservatore può divertirsi a ritrovare negli originali esposti l’eco di artisti come Klee, Klimt, Le Douanier Rousseau, Bruegel, Chagall e così via. Nel 1989 le tavole di Venezia Domani sono esposte al Metropolitan Museum of Art di New York e premiate con il ‘Primo Premio  Europeo di Letteratura Giovanile Pier Paolo Vergerio’.

I protagonisti dei suoi libri sono sempre i bambini, a cui si affida la possibilità di cambiare e migliorare il mondo. I temi ricorrenti vanno dall’affascinante tessuto di fiabe e leggende popolari, a messaggi attuali come la cura responsabile per l’ambiente in cui viviamo, la salvaguardia di valori umani e religiosi contro inutili barriere e pregiudizi verso l’altro o l’attenzione sociale e culturale nei confronti di nonni ed  anziani sentiti come presenza insostituibile e necessaria per il bambino.

Nel 1964 si sposta a Londra, in quel momento capitale europea del film di animazione dove lavorare nello Studio di Richard Williams, uno dei maggiori studi londinesi. Qui lavora a cortometraggi pubblicitari, filmati didattici animati, titoli di testa per lungometraggi, filmini destinati all’esportazione e alla fruizione in diversi paesi. Affina le proprie esperienze grafiche, acquistando in poco tempo l’importante incarico di dirigere per tre anni la sezione del film animato.

Nel 1968 con Hélène De Franchis apre la galleria d’arte contemporanea Studio La Città’a Verona, che comincia la sua attività con mostre di Lucio Fontana, Piero Dorazio, Mario Schifano, Gianni Colombo, ma già un anno dopo lascerà la conduzione alla collega per dedicarsi ai lavori della nuova casa acquistata a Rugolo nel trevigiano.

In quegli stessi anni l’artista, chiamato a collaborare dalla nuova direttrice Francesca Ferrari, dà il suo contributo alla crescita della ‘Fiera del Libro di Bologna’, così che negli anni Settanta la manifestazione comincia ad aprire ai giovani. Si decide di stabilire un comitato di selezione e Zavřel, artista già affermato, continua a mandare i suoi disegni sollecitando anche altri artisti importanti per sostenere la Mostra degli illustratori ed arricchirne il catalogo.

Dal 1970 lavora per lo Studio Bignardi di Modena, realizzando come regista e scenografo corti a colori e in bianco e nero, i cui originali e i cui filmati sono visibili al Museo di Brazzà.  Contemporaneamente collabora con lo Studio OCP diretto da Nedo Zanotti, realizzando diversi film didattici per banche ed altri soggetti, eseguiti a Rugolo da diversi illustratori.

Nel 1973 con un’ampia apertura di credito per la stampa di libri ottenuta dalla stamperia veronese ‘Grafiche AZ’, fonda con Otakar Bozejovsky von Rawennoff, la Bohem Press,‘casa editrice fondata da due cechi’, specializzata nei libri per l’infanzia, di cui assume la direzione artistica. La Bohem Press di Zurigo pubblica nel suo storico oltre 300 titoli, complessivamente tradotti in oltre 50 paesi in 67 lingue; organizza prestigiose mostre di illustratori per l’infanzia in musei, gallerie e  biblioteche in diversi Paesi del mondo. Il Museo espone due versioni delle xilografie preparatorie e i poster realizzati nel 1978, in occasione del quinto anniversario della fondazione.

Nel 1974 comincia a collaborare con lo ‘Studio Quadragono’ di Mario Vigiak, con cui nel 1975 fonda la Galleria QuadragonoArte, che organizza mostre d’ illustrazione in Italia e all’estero (Crepax, Battaglia, Toppi,..), contribuendo a valorizzarla e a far conoscere nuovi nomi della grafica per adulti e bambini. Sono gli anni in cui Vigiak con la sua Quadragono Libri, crea la collana ‘Libri&Immagini’, grandi volumi per adulti, illustrati da grandi nomi della grafica e dell’illustrazione (Crepax, Toppi, Battaglia, Luzzati, Pratt, Thole, Druillet, Cohen…), cambiando la storia della grafica e dell’illustrazione del libro in Italia. Il Museo espone a questo proposito anche le lettere scritte a Vigiak durante i suoi viaggi internazionali utili ad intrecciare e mantenere i contatti della QuadragonoArte con galleristi ed illustratori.

Nei primi anni Ottanta nasce l’idea di creare una mostra d’illustrazione internazionale come naturale continuazione di quel clima artistico davvero ‘internazionale’ che si é venuto creando nella sua casa di Rugolo, dove comincia a risiedere a partire dalla fine degli anni Sessanta. I molti amici chiamati a lavorare in Italia, molti artisti cechi, costituiscono il ceppo iniziale di quegli artisti i cui lavori vengono esposti nel 1983 in occasione della prima edizione della mostra, che sarà seguita dai corsi d’illustrazione della Scuola d’Illustrazione da lui fondata nel 1989.

Štěpán Zavřel é morto a Rugolo nel febbraio del 1999.

Štěpán Zavřel si é confrontato con grandi maestri, diverse tecniche e realtà culturali, imprescindibili per capire la portata stilistica e semantica del suo lavoro. Ha rivestito diversi ruoli: disegnatore di cinema d’animazione, grafico, pittore, illustratore, maestro d’illustrazione, talent scout di giovani artisti, editore, gallerista. Ha portato una ventata rivoluzionaria e svecchiante nella concezione comune dell’illustrazione per l’infanzia contemporanea, innalzando il libro illustrato per l’infanzia ad Arte. Zavřel ha riposto grande fiducia e speranza nei bambini, rendendoli protagonisti dei suoi libri illustrati, convinto che davvero i bambini possono cambiare e migliorare il mondo.

L’illustratore che davvero si dedica a questo mestiere si trova necessariamente al di fuori dei grandi interessi, tanto politici che economici. In sé, egli ha una parte del bambino. Noi avviciniamo i bambini per dare loro ciò di cui hanno bisogno e lo possiamo fare nel modo migliore solo quando sentiamo dentro una parte del loro mondo. Una cosa é fondamentale a mio avviso per il disegnatore: essere una persona ‘viva’.
[Štěpán Zavřel]