Il Pesce Magico

Le tavole del primo libro illustrato dall’artista vengono create nel Castello di Brazzà alla metà degli anni Sessanta, ed é per questo che il Museo friulano dedica un’intera sezione all’esposizione di numerosi originali, comprese le suggestive tavole annacquate, che l’artista fu costretto a rifare in tempi record per la consegna, a causa di un acquazzone, e gli storyboard del libro inseriti nella lettera del 1964 indirizzata a Mafra Gagliardi.

Con Il Pesce Magico si vuole creare un modo, costruttivo ma semplice, per poter avvicinare il mondo dell’arte a quello dell’infanzia, nella consapevolezza dell’importanza rivestita dal libro illustrato come ‘prima galleria d’arte che un bambino può visitare’ (K. Pacovská).

L’idea di questo primo libro illustrato nasce a Monaco nel 1964, dall’incontro con Mafra Gagliardi, esperta critica e studiosa di letteratura per l’infanzia, che ne inventa la storia. Štěpán e Mafra pensano ad un personaggio che possa facilmente interagire con i bambini, un pesce d’oro dipinto in un quadro, ispirandosi a ‘Il Pesce Rosso’ di Paul Klee del 1925, conservato alla Kunsthalle di Amburgo. Nasce così Il Pesce Magico. 

Con Il Pesce Magico si è aperta simbolicamente una nuova pagina nel modo di concepire l’illustrazione per l’infanzia, non solo in Italia, anche a livello internazionale, poiché inizia con quest’opera a farsi spazio l’idea di una illustrazione come arte.
La sua poetica illustrativa è legata al messaggio che viene affidato all’arte, espresso nella bellezza del libro illustrato, a cui viene affidato un ruolo educativo di grande responsabilità.
Zavřel insiste molto sulla necessità di un’ ‘estetica del libro illustrato’: sostiene l’importanza e l’urgenza di portare l’arte al linguaggio del bambino, innescando la sua fantasia attraverso l’uso di tecniche molto diverse. Zavřel si fa promotore di una nuova poetica, quella del libro illustrato ‘ad arte’, dove non c’è più la concezione dell’Arte per l’Arte, caratterizzata da un messaggio estetico fine a se stesso, ma si propone un’estetica vissuta in funzione del messaggio da trasmettere al bambino: è il concetto dell’Arte per il Significato. Con Zavřel l’illustrazione per l’infanzia si innalza ad opera d’arte e l’arte, attraverso il libro illustrato, si muove verso il bambino.

Zavřel si ispira al grande artista contemporaneo Paul Klee per il soggetto e i colori utilizzati; al cinema d’animazione per l’uso del dècoupage, dei lucidi e dei piani di carta sovrapposti a mo’ di fondale; e per l’uso innovativo dell’acquerello a un libro in particolare, Il Fagiano Gaetano, di Guido Rocca, edito da Mursia nel 1961, illustrato da due disegnatori di cinema d’animazione, Cingoli e Carloni che  avevano avuto la brillante intuizione, poi abbandonata, di portare per la prima volta in un libro per bambini questa tecnica così sofisticata. Tecnicamente, come si può vedere nelle opere esposte, le pagine illustrate de Il Pesce Magico sono costruite come una quinta scenica, ‘a strati’: ai diversi strati di fondo dipinti con l’acquerello, una volta asciugati, a secco, vengono applicati i personaggi dipinti e ritagliati.

È fondamentale soffermarsi sul contenuto della storia narrata per capirne la portata semantica.
E’ la storia di un pesciolino d’oro dipinto nel quadro di un museo, molto amato dai bambini che spesso lo vanno a trovare, e che si trova ad essere protagonista di un viaggio breve ma avventuroso che lo porta a nuotare dalla fontana del museo fino al mare aperto. Ricevuto come un ospite benvenuto, il pesce magico, dopo incontri avventurosi in cui si presta a salvare coraggiosamente altri pesci dalle insidie del mare (la rete dei pescatori, il minaccioso pesce sega, il polipo) diventa una sorta di ‘eroe’ per tutta la comunità marina, tanto che festeggiato a dovere con grandi girotondi e danze acquatiche, gli viene proposto di diventare ‘re dei pesci del mare’.
Ma il pesce magico spiega che lui appartiene ad un quadro, la sua casa è un museo, e soprattutto pensa ai bambini, ‘i suoi migliori amici, che tanto amano ammirarlo: prima di accettare deve tornare indietro per vedere se i bambini hanno bisogno di lui. Tornato nella fontana del museo, si accorge che i bambini sono tristi davanti al quadro vuoto: a quel punto il pesciolino, che non può e non vuole deludere i suoi amici bambini, decide di restare al ‘suo’ posto, tornando magicamente nel quadro, per continuare a dare gioia agli occhi sognanti e felici dei suoi piccoli spettatori.

Quello che colpisce di questo racconto è il forte legame che si crea tra il pesciolino dipinto nel quadro e i bambini, è la storia di una grande amicizia tra l’arte e i bambini: l’Arte, il simbolico pesciolino, per stare nel suo quadro ha bisogno di sentirsi amata e accarezzata dagli sguardi dei bambini, che non può deludere; i Bambini hanno bisogno di riempirsi gli occhi di immagini capaci di farli sognare, spalancando loro le porte della fantasia. E il libro stesso si fa museo, galleria d’arte, contenitore magico d’immagini.

Il Pesce Magico è stato pubblicato in diverse edizioni: la prima versione monacense ‘Der Zauberfisch’, del 1966, a opera della Annette Betz Verlag, seguita dalle edizioni giapponese, inglese, statunitense e italiana (Bohem Press, Italia, 2010).


Štěpán Zavřel, particolare da Il Pesce Magico, Annette Betz, Monaco, 1966.


Štěpán Zavřel, particolare dal fondale de Il Pesce Magico, Annette Betz, Monaco, 1966.